Papa Francesco e la Disney. Ma sarebbe più corretto dire la Santa Sede e la Disney: una fascinazione vecchia di anni, che si rinnova con qualche scelta. E il rischio di alcune ombre.
Joe Biden
Abbiamo fede nella guerra?
In tante comunità di fede si è perduta la capacità di essere «coscienza dello Stato», come diceva Martin Luther King. Perché se Kirill non può essere chierichetto di Putin, più d’uno vorrebbe Francesco chierico di Stato. Un linguaggio che, ad ovest dell’Atlantico e ad est del Dnepr, sa tanto di campagna elettorale quanto di strategia di reclutamento.
Afghanistan. Ci piacciono gli eroi, ma non esserlo
«Occorre mettere fine alla politica irresponsabile di intervenire da fuori e di costruire in altri Paesi la democrazia, ignorando le tradizioni dei popoli». Poco importa – o forse sì – che ad affermarlo sia Vladimir Putin o Angela Merkel, citata per sbaglio da papa Francesco. Ciò che resta è il ritratto di un disastro in Afghanistan, annunciato da anni (odiosa la “sorpresa” con la quale si è reagito a livello istituzionale e politico), comune a decine di altri contesti passati, presenti o che già si profilano come futuri. Ma anche la fotografia di un fallimento personale e collettivo della politica, afflitta da incapacità evidenti – in Joe Biden, ma anche nei Presidenti che lo hanno preceduto, compreso un premio Nobel per la pace – e da altrettanto importanti criticità del sistema.
Thomas More e Robert Schuman. Che l’utopia ci salvi
Il dibattito su religione e politica? Ci sono More e Schuman. Ma anche Biden e Johnson. Perché quando il Cristianesimo incontra la politica gli esiti possono essere molto diversi. Come per tutti.
Proprietà privata e vaccini. I Presidenti parlano di morale. E anche il Papa
Gli alleati lungo la strada per l’immunità di gregge non sono mai troppi, e da qualche tempo la lotta al coronavirus si è spostata anche sul piano religioso. Parola di Presidente.