La Parola, la Chiesa, il mondo. Commento al Vangelo di rito ambrosiano 5 novembre 2023

Leggi in 4 minuti

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo. Esilio. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.


✠ Vangelo Gv 18, 33c-37
In quel tempo. Pilato disse al Signore Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce».

Povera patria
Schiacciata dagli abusi del potere
Di gente infame, che non sa cos’è il pudore
Si credono potenti e gli va bene quello che fanno
E tutto gli appartiene
…Sì che cambierà! Vedrai che cambierà!
…Se avremo ancora un po’ da vivere…
(ma) la primavera intanto
tarda ad arrivare.

Franco Battiato, Povera patria.

L’ultima domenica dell’anno liturgico, anche nel rito ambrosiano, è intitolata a Gesù Cristo, Re dell’universo.

A differenza degli altri vangeli, il Gesù secondo Giovanni, davanti a Pilato non si limita a tacere, ma parla del suo regno, che non è di quaggiù; ne parla ad un funzionario dell’impero di Roma, e quindi a uno che non ha bisogno di spiegazioni per sapere cosa sia un regno, e che si rende conto benissimo che questo Gesù, per quanto lui ne sappia, non è proprio re di un bel niente.

“Il mio regno non è di quaggiù”. A Pilato questa affermazione deve essere risultata ovvia, oppure un delirio senza senso o forse qualcosa di vagamente inquietante. A noi, se ci pensiamo, dovrebbe fare una tristezza infinita!

Chi prega dicendo “venga il tuo Regno” non può essere indifferente davanti al suo re che, camminando sulla terra, è costretto a proclamarsi in esilio. Ma chi grida “venga il tuo regno”?

Lo gridano, senza saperlo, gli oppressi, gli affamati di giustizia, i poveri e gli afflitti di quaggiù, dove Gesù non regna; lo gridano le vittime delle guerre che sfigurano il mondo, e i piccoli, schiacciati dalla violenza e dal sopruso. Nemmeno io, dando ascolto al loro grido, posso dormire sonni tranquilli al pensiero che il regno di Dio non sia di questo mondo.

Dopo le righe del Vangelo di oggi, la conversazione tra Pilato e Gesù contiene ancora una domanda che il primo rivolge al Maestro e che è destinata a restare come sospesa nel vuoto: che cos’è la verità?

Non è un caso che la domanda sia proprio questa: chi non riconosce la bellezza del Regno di Dio e la sua giustizia, della verità si è dimenticato da tempo, e forse non ci crede neanche più.

Don Alessandro

Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.

Restiamo in contatto

Iscriviti alla newsletter per aggiornamenti sui nuovi contenuti

© Vuoi riprodurre integralmente un articolo? Scrivimi.

Sostieni Caffestoria.it


Lascia un commento

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.