V Domenica di Avvento. Il Precursore. Complementi. Commento al Vangelo di rito ambrosiano, di don Alessandro Noseda.
✠ Vangelo
Gv 3, 23-32a
È per te ogni cosa che c’è.
Per te, Jovanotti (Lorenzo 1999 – Capo Horn, 1999)
Rito ambrosiano, quinta domenica di Avvento dal titolo “Il Precursore”.
È come un viaggio in auto: quando l’autostrada finisce e ci si addentra nelle valli, a un certo punto, improvvisamente, si aprono gli scorci delle cime. Così anche ora, dopo che il calendario ambrosiano ci ha portato in strada – per ben quattro domeniche di Avvento – ecco il Precursore, colui che apre la strada al Messia e toglie la coltre di nubi dal volto dell’atteso, rivelandoci la sua identità: c’è aria di Natale!
Il Battista parla di un Gesù appena emerso dagli anni di silenzio trascorsi a Nazaret, e nel farlo rivela una passione che supera i paragoni lamentosi dei suoi seguaci quando dice: “Lui deve crescere, io diminuire”.
Solo un vero amico può parlare così.
Ma c’è molto più di questo, perché aggiunge: “Ora la mia gioia è piena”.
Ci vuole una libertà grandissima per essere pienamente felici per qualcun altro prima che per se stessi, ma su Giovanni non ci sono dubbi: tutta la sua vita è un inno alla libertà.
Rimango volentieri su questo insegnamento.
Trasmettere anche solo che la nostra gioia è piena unicamente quando è “per” qualcuno è forse la lezione più importante di tutta la vita.
Infatti, la domanda sull’identità, ovvero “Chi sono io?”, quando si cammina sui passi del Vangelo diventa “Per chi sono io?”.
È il complemento che cambia tutto e riorienta la vita.
Il bacchettone che è in me sussurra che Giovanni non ha vissuto semplicemente “per qualcun altro” ma ha vissuto “per Gesù”. Vero. Ma il secondo pezzo dell’equazione viene proprio dal Maestro e non posso toglierlo dalla lavagna: “Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40).
Dunque oserei dire che vivere “per l’altro” e vivere “per Cristo” sono la stessa cosa.
Amare Gesù, in senso stretto, è prenderlo appunto come un Maestro che di questo amore semplicemente ci ha dato la misura.
C’è una famosa e dolcissima canzone di Jovanotti dal titolo “Per te”, che l’autore dedica alla figlia Teresa.
Alberi, sole, colombe, fragole, mele… tutto insomma: è per chi si ama. Non primariamente per noi, non “solo” per noi. E la vita si ri-orienta nelle sue priorità, nella sua postura, nei suoi atteggiamenti fondamentali… e finalmente ha un senso.
Don Alessandro
Don Alessandro Noseda. Nato a Cantù nel 1974. Dopo gli studi classici e la formazione teologica nel Seminario di Venegono, viene ordinato sacerdote nel 2000 dal card. Carlo Maria Martini. Svolge dapprima il suo ministero a Milano come assistente degli Oratori della parrocchia di San Giovanni Battista alla Bicocca e successivamente della parrocchia del Santissimo Redentore. Dal 2007 al 2011 è cappellano presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca. Attualmente è parroco nella parrocchia di Gesù a Nazaret, Quartiere Adriano.
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