Pentecoste e teste di cane

San Cristoforo, Pentecoste
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No, non si tratta dell’ennesima trovata degli amanti dei cani che potrebbe irritare (anche) papa Francesco. La fede cristiana è movimento. Ascensioni, discensioni, assunzioni, predicazioni, missionarietà. Lo spiegano bene la Pentecoste e san Cristoforo. Anche quando ha la testa di un cane.

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Varisco e Alliata: arte e letteratura alla prova della Pasqua

Da Lazzaro alla croce, arte. Buona Pasqua
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Confrontarsi con la Pasqua significa confrontarsi con il mistero della sofferenza e della morte. Due fra le paure più innate dell’uomo, protagoniste da sempre di ogni forma di spiritualità e di elaborazione intellettuale, dalla religione alla filosofia, dall’arte alla letteratura.

Come è possibile raccontare o dipingere la Resurrezione? In quale modo l’arte racconta la “Gloria” di Dio? E con quale linguaggio è oggi possibile narrare nell’arte l’evento pasquale?

Questi ed altri temi sono affrontati nell’intervista pubblicata su Korazym.org a questo indirizzo.

L’Ecce homo e il centurione: la Passione secondo due blogger

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[da: Guido Mocellin, WikiChiesa – Avvenire del 5 aprile 2023]

A chi volesse prepararsi all’imminente Triduo pasquale anche attraverso il confronto con l’arte e la narrativa suggerisco di leggere due blogger che abitano con personalità l’infosfera ecclesiale.

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Divinità e umanità nella Settimana Santa. Un’intervista (e un libro)

Ingresso di Cristo a Gerusalemme, Franz Laskoff
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E se l’ingresso di Cristo a Gerusalemme fosse il più magnifico degli spot pubblicitari? Una provocazione, ma anche una chiave di lettura offerta dall’arte.

C’è questo ed altro nell’intervista per The Dailycases Magazine (qui l’intervista) sul libro scritto insieme a don Paolo Alliata, La Pasqua fra pittura e letteratura (qui, qui e qui maggiori dettagli).

Lo “spot” dell’ingresso di Cristo a Gerusalemme, comunque, è di Franz Laskoff.

Buona Settimana Santa.

L’Esodo dei selfie. Intelligenza artificiale, arte o pastorale?

Esodo, selfie, Mosè, Bibbia, intelligenza artificiale
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C’è chi ha affidato i testi sacri all’arte, provando a rappresentarne la profonda simbologia, come gli artisti del medioevo. Chi ne ha sottolineato la spettacolarità scenica, come John Martin e William Turner e, decenni dopo, il cinema dei colossal. Chi, ancora, vi ha scorto un’attualità drammatica e laica, come Chagall.

Quel che è certo, è che l’Esodo del popolo ebraico dall’Egitto rimane uno degli episodi più affascinanti della Bibbia, in grado di sopravvivere fino all’epoca delle intelligenze artificiali. Naturalmente, contaminato da quello che oggi è uno dei tratti più utilizzati nella narrazione: il selfie.

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